Hotel o Airbnb? Finalmente un sito aiuta a scegliere!

Hotel o Airbnb? Finalmente un sito aiuta a scegliere!

La guida alla scelta tra appartamento privato e hotel è finalmente on-line. Le piattaforme che permettono di offrire e prendere in affitto stanze e appartamenti, più o meno in condivisione, sono entrate di fatto con prepotenza nel mercato dell’ospitalità inasprendo le tensioni concorrenziali tra le varie offerte ricettive – tradizionali e di nuova concezione.

Per il cliente può sembrare solo questione di prezzo ma gli aspetti da considerare nella scelta sono molti e spesso con risvolti poco noti.

Per questo ATR l’Associazione albergatori di Confesercenti Milano ha realizzato il sito www.hotelvsairbnb.it strutturato in un doppio canale di confronto tra hotel e appartamenti privati che parte da una tabella riassuntiva la quale poi si amplia in descrizioni specifiche per ogni voce. Si possono quindi comparare le condizioni relative alla sicurezza e quelle inerenti i servizi offerti oltre a consultare una pagina dedicata a un raffronto discorsivo e complessivo.

Un servizio per tutti coloro che desiderano fare una scelta più consapevole e informata.

ATR incontra l’Assessore al Turismo del Comune di Milano

ATR incontra l’Assessore al Turismo del Comune di Milano

Il Direttivo di ATR ha incontrato oggi l’Assessore a Turismo, Sport e Tempo libero del Comune di Milano Roberta Guaineri.
Molti gli elementi sottoposti all’attenzione del nuovo Assessore. I principali temi?
La necessità di valorizzare sempre di più Milano come meta turistica (ottime le iniziative come il viaggio del Sindaco Sala in Giappone e dell’Assessore Guaineri in Cina), ma anche puntando sul Brand Milano e sul coordinamento dei grandi eventi – spesso sovrapposti.
Rendere trasparente l’utilizzo del’imposta di soggiorno che deve essere destinata, oltre alla promozione e valorizzazione delle risorse turistiche, anche a interventi strutturali a beneficio dell’immagine della città immediatamente percepibili dal visitatore. In questo senso un maggior coinvolgimento delle Associazioni di categoria, fortemente auspicato da ATR, potrebbe rivelarsi una fonte importane di idee e suggerimenti.
Per ultimo ma non certo per importanza, il tema del contrasto all’abusivismo e alla concorrenza sleale, che vede Milano in ritardo rispetto a altre città italiane ed europee. Abusivismo che sta mettendo a rischio le strutture ricettive della città.
A questo proposito è stato consegnato all’Assessore il “Manifesto degli albergatori associati ATR Milano – Confesercenti per il contrasto all’attività ricettiva abusiva e sommersa”, un documento che riporta dati sul fenomeno e suggerimenti per un fattivo contrasto al fenomeno, che penalizza anche il Comune con i mancati introiti dell’Imposta di soggiorno.
“Un incontro utile e concreto – ha sottolineato l’Assessore Guainieri – che ha gettato le basi di una collaborazione che può portare buoni frutti al turismo Milanese. I temi posti in discussione oggi sono tra i principali dossier sui quale il Comune sta elaborando progetti e concretamente operando.”

Il nuovo Regolamento per le strutture ricettive non alberghiere

Il nuovo Regolamento per le strutture ricettive non alberghiere

Il 2 agosto 2016 è stato apporvato dalla Giunta Regionale lombarda il Regolamento per le strutture ricettive non alberghiere, in attuazione del Testo Unico del Turismo lombardo (LR 27/2015).

Nel Regolamento si definiscono i requisiti edilizi e igienico-sanitari, gli standard qualitativi dei servizi e le dotazioni minime obbligatorie per alloggi ed eventuali ambienti comuni.

La nuova disciplina non riguarda le strutture ricettive all’aria aperta (Villaggi turistici, Campeggi e Aree Sosta), né le Case per Ferie, che saranno regolamentate con autonomo provvedimento, e neppure gli Agriturismo, regolati dal Testo Unico dell’Agricoltura; la normativa per le Foresterie si applicherà invece anche agli Affittacamere di cui alla precedente legislazione.
Le nuove norme d’attuazione, indispensabili per consentire alle imprese di avviare alcune delle strutture istituite ex-novo dalla riforma del Testo Unico, estendono alla generalità delle strutture non alberghiere gli obblighi relativi alla segnalazione dell’avvio dell’attività, alla comunicazione degli ospiti, al pagamento della tassa di soggiorno e alla sottoscrizione di coperture assicurative.

Il commento di ATR

Da una prima lettura del testo, a nostro parere sono necessari ulteriori aggiustamenti per dispiegare piena efficacia, sia nell’ambito del contrasto all’abusivismo, che in quello della concorrenza sleale.
Per quanto riguarda il contrasto all’abusivismo, si attendono norme di attuazione per implementare il  “sistema integrato dei controlli” che assegna un ruolo chiave alla Regione nell’ambito della vigilanza sull’effettiva applicazione della legge, troppo spesso aggirata – in particolare dalle locazioni turistiche private che operano nel sommerso. Emergono infine, dalla lettura del dispositivo, alcune perplessità in relazione alla disciplina degli Ostelli per la Gioventù e delle Case Vacanza non imprenditoriali.

I nodi della falsa sharing economy vengono al pettine

I nodi della falsa sharing economy vengono al pettine

Succede a macchia di leopardo, ma succede, finalmente! Berlino è l’ultima città in ordine di tempo ad affrontare seriamente la questione: dare un volto ben delineato alla sharing economy e distinguerla senza indugi dall’economia che con la condivisione non ha niente a che fare.

Da oggi ci sta provando anche l’Italia con una proposta legge ad hoc, intitolata “Disciplina delle piattaforme digitali per la condivisione di beni e servizi e disposizioni per la promozione dell’economia della condivisione”, prima firmataria l’Onorevole Veronica Tentori. Una Proposta aperta alla consultazione pubblica per tutto il mese di maggio, e che noi di ATR (Associazione turismo e ricettività) accogliamo con favore. Perché il fenomeno è ormai di ampia portata e per di più è destinato a crescere ancora. Citiamo alcune cifre, riprese direttamente dall’intoduzione della Proposta di legge: “In Italia secondo uno studio di Collaboriamo.org e dell’università Cattolica le piattaforme collaborative nel 2015 sono 186 (+34,7 per cento rispetto al 2014). Tra i settori più interessati ci sono il crowdfunding (69 piattaforme), i trasporti (22), i servizi di scambio di beni di consumo (18) e il turismo (17)”; inoltre “il 25 per cento degli italiani che navigano su internet sta già utilizzando i servizi collaborativi”.

 

Regolamentare, anche contro elusione fiscale e concorrenza sleale

Sono numeri importanti, soprattutto se messi accanto a quelli relativi agli aspetti economici: “Una compiuta regolamentazione del fenomeno consentirebbe infatti l’emersione di un ampio segmento di economia informale relativo ai servizi tipicamente riconducibili alla sharing economy. Si potrebbero così recuperare in Italia circa 450 milioni di euro di prodotto interno lordo (PIL) di base imponibile, attualmente oggetto di elusione fiscale, corrispondenti a non meno di 150 milioni di euro di maggiore gettito per l’erario, tra imposte dirette e imposte indirette. Entro il 2025 si stimano crescite di oltre venti volte la stima, portando così il nuovo gettito a circa 3 miliardi di euro”.

Accanto a questioni come l’elusione fiscale e la concorrenza sleale, la proposta di legge non trascura di sottolineare altri temi molto rilevanti, che anche a noi stanno molto a cuore: la sicurezza e la tutela dei consumatori e dei lavoratori.

Ora il quadro si mostra in (quasi) tutta la sua complessità. I nostri associati, gli albergatori della Città metropolitana di Milano, sono costretti a fare i conti con la crisi senza trascurare normative, obblighi, imposizioni fiscali. Un impegno gravoso e un’impresa per niente facile, ma ogni settore si trova in situazioni analoghe e tutti si rimboccano le maniche. Anche noi.

Tuttavia, la falsa sharing economy si inserisce in questo quadro e altera tutti gli equilibri. Ci mette nelle condizioni di dover affrontare una concorrenza scorretta e pressoché inafferabile. Per questo chiediamo interventi veloci ed efficaci.

 

Siamo contro la falsa sharing economy

Si noti bene: quella che chiediamo di combattere è la falsa sharing economy! E per farlo, nel nostro settore è indispensabile tracciare confini precisi. Un compito delicato, che non è altrettanto necessario nell’ambito dei trasporti, per fare un esempio. Lì infatti le piattaforme sono ben distinte: la vera economia di condivisione, che noi apprezziamo e difendiamo, è Blablacar, dove si condivide (per l’appunto) un posto libero nella propria auto con qualcuno, per dividersi le spese e ridurre l’impatto ambientale del viaggio; la falsa sharing economy è Uber, che funziona proprio come un’impresa di noleggio con conducente e offre un servizio a pagamento, ma senza tutti gli oneri di chi lavora come tassista.

Nel settore della ricettività è tutto confuso, l’offerta è una palude informe in cui convivono indistinti fra loro cittadini che condividono la propria abitazione per brevi periodi con persone di passaggio in città e proprietari di immobili che affittano a turisti bypassando ogni regolamentazione e ogni obbligo.

 

I molti rischi di una situazione confusa

ATR lancia un allarme: questa situazione da un lato mette a rischio un’intera categoria di lavoratori (e non solo di piccoli imprenditori!), e dall’altro non protegge gli utenti dei servizi. Nel contempo, priva l’intera comunità degli introiti derivanti da un’equa tassazione delle attività commerciali “travestite” da condivisioni.

Chiediamo quindi che le istituzioni si attivino con sollecitudine, il Parlamento con una Legge chiara e le Regioni con Regolamenti puntuali ed equi, per dare indirizzi certi al nostro settore. Non vogliamo paralizzare né tantomeno uccidere il fenomeno della condivisione, che riconosciamo come utile risorsa per ridurre il disagio economico e sociale sia di chi offre sia di chi mette in comune beni e servizi. Siamo convinti però che alcune norme di sicurezza siano utili a tutti. Ma soprattutto vogliamo evitare che un uso improprio della sharing economy finisca nei fatti per dare ossigeno all’economia sommersa, accrescerndo la schiera dei disoccupati o dei cassintegrati.

Incontri con i candidati Sindaco: Beppe Sala

Incontri con i candidati Sindaco: Beppe Sala

Milano, 16 giugno 2016 – Ormai a un soffio dal ballottaggio, molti associati sono intervenuti all’incontro con il candidato Sindaco Beppe Sala. Gli albergatori milanesi hanno presentato e consegnato a Sala le stesse proposte presentate a Parisi. E Sala, come il suo avversario, si è mostrato concorde.
L’incontro si è focalizzato su un tema che sta molto a cuore al candidato Sindaco, e che è di grande interesse per gli albergatori milanesi: la cooperazione tra pubblico e privato per il lancio del “brand Milano” nel mondo.
Grazie alla sua esperienza in Expo e alla approfondita analisi delle maggiori città occidentali di successo, prima fra tutte Londra, a cui si ispira come modello, Sala ha in mente un articolato progetto per rendere Milano sempre più attrattiva. Bisogna organizzare grandi eventi in questa grande città, e renderli famosi nel mondo. Naturalmente occorrono risorse e lui, come Sindaco, punterebbe innanzitutto a riallocare i contributi che lo Stato destina per la promozione turistica: al momento vanno nella quasi totalità alle Regioni, ma si dovrebbe puntare sulle città e quindi dare i fondi ai Comuni.

Incontri con i candidati Sindaco: Stefano Parisi

Incontri con i candidati Sindaco: Stefano Parisi

Milano, 8 giugno 2016 – Incontro affollato , vivace e caloroso quello tra gli albergatori milanesi, il Candidato Sindaco Stefano Parisi e il senatore Gabriele Albertini, promosso da ATR.
Nell’occasione l’Associazione ha presentato (e consegnato come pro-memoria) una serie di richieste sulle quali Parisi si è detto sostanzialmente d’accordo:

  • Promozione turistica di Milano: l’attività di promozione deve avvenire attraverso tutti i canali web oggi disponibili e soprattutto va effettuata in modo mirato, al fine di destagionalizzare e rendere omogenei i flussi, spalmando su tutto l’anno.
  • Ufficio Turistico: non può limitarsi fisicamente al solo spazio dell’Ottagono in Galleria, così come serve urgentemente mettere mano al sito web del Turismo del Comune, che in questo momento presenta gravissime lacune nella sezione DOVE DORMIRE
  • Imposta di soggiorno: coinvolgimento REALE della categoria in merito alle scelte sulla destinazione e trasparenza pubblica dell’utilizzo.
  • Tassazione locale: riduzione TARI sulla reale produzione di rifiuti degli alberghi.
  • Regolamento per l’occupazione del suolo pubblico: revisione in alcune parti tendente alla semplificazione amministrativa (telecam., tappeti ecc.).
  • Pass per parcheggio autoveicolo titolare nella zona dell’Albergo (equiparazione al residente).
  • Lotta all’abusivismo ricettivo e sommerso: verifica, per mezzo delle autorità di controllo preposte, dello stato reale dell’offerta rispetto a quanto pubblicizzato sui canali di intermediazione on line con l’applicazione di sanzioni adeguate. Coinvolgimento delle Associazioni di categoria nel monitoraggio dell’offerta ricettiva (alberghiera e non alberghiera).
  • Regolamentazione a livello locale della sharing economy: atti amministrativi tendenti a distinguere la sharing economy pura svolta in maniera occasionale dalla attività professionale sommersa (HOST SERIALI).
  • Opere-lavori pubblici: marciapiedi dissestati – grate inutilizzate scivolose – fognature da pulire (allagamenti) – illuminazione pubblica – rispetto tempi di cantiere.
  • Infine è indispensabile che il Comune metta in atto iniziative urgenti volte a:
    Contrastare il fenomeno dell’abusivismo alberghiero e per avviare controlli mirati al fine di tutelare gli operatori regolari e gli utenti;
    Iniziative per migliorare la qualità dell’offerta turistica milanese e le professionalità impiegate;
    Iniziative per impedire recensioni false e rilevare quotidianamente, in tempo reale, le presenze turistiche e le motivazioni di viaggio;
    Iniziative tendenti alla promozione di campagne di sensibilizzazione, in accordo con le organizzazioni di settore, che valorizzino le strutture condotte regolarmente in contrasto all’abusivismo, al sommerso e alla concorrenza sleale.